Perché dipingo?

Perché mi piace è la risposta scontata, ma sicuramente anche troppo banale, e allora perché dipingo?
Per rispondere mi affido a questo bel verso di Seneca
"otium sine litteris mors est et hominis vivi sepultura".
L'ozio senza un occupazione intellettuale è morte sepoltura di un vivo.
La mia pittura parte da un messaggio, da un pensiero che voglio fissare e trasmettere.
I pensieri volano, se non li fissi se ne vanno……… a volte per sempre.
Quindi pensieri che diventano messaggi. La chiave per "leggere" questi messaggi sta nel titolo, tutte le mie opere hanno un titolo che dovrebbe aiutare lo spettatore nella lettura del dipinto-messaggio.
Molte volte parlando con dei colleghi-artisti mi confidano di avere difficoltà nel mettere un titolo all'opera una volta finita, quanti dipinti infatti non hanno non hanno che un titolo banale, ammesso che ne abbiano uno.
Per quanto mi riguarda, io parto dal titolo e costruisco il quadro, proprio come fa lo scenografo costruendo l'ambiente adatto per rappresentare nel modo migliore la scena.
Tolgo, aggiungo, sposto, distruggo e ricostruisco l'opera nei bozzetti, per arrivare a questi risultati finali che spero apprezzerete.